vibreluce

tutto ciò che vedo e dico probabilmente non esiste, come Musica, esiste invece tutto quello dico, vedo e che Musica in me produce

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Velocità e Lentezza nelle Fosse Ardeatine

L’intero progetto delle Fosse Ardeatine lavora sull’impostazione chiara di alcune dicotomie. Queste producono nell’osservatore considerazioni e riflessioni sull’accaduto su più livelli. Questi contrasti sono usati in senso esplicito per il carattere evocativo proprio di un monumento, specie se carico di un forte monito per le generazioni a venire. Una di queste dicotomie risiede sicuramente negli argomenti che si enucleano nel rapporto fra l’orizzontalità dell’asola sottostante il grande volume e nella verticalità delle voragini nel percorso delle cave. La prima, estremamente razionale nel taglio, accellera la percezione di uno spazio tragico dove le anime sembrano raccogliersi sotto la grande  lastra che simboleggia un corpo. Qui la visione dell’ esterno è mediata dal concetto di sospensione che individua una visuale distante, costretta, radicalizzata, dove sembra che l’intento sia quello di capovolgere la condizione di chi osserva in quella di chi è ospitato in quello spazio. La seconda forma, determinata da un’esplosione, quanto di più imprevedibile ci possa essere, esercita nel progetto il motivo contrario per la quale è stata generata, ovvero la liberazione di queste anime in senso trascendentale e  graduale. La vegetazione qui non è più un’idea, una visione calcolata, bensì assume un valore vitale, diretto e simbolico, permea nello spazio annullandone i confini mentre scende dalla soglia informe. Nella voragine il cielo ha una funzione predominante di sfogo, come dimensione spirituale,  nel perimetro illuminato della sala invece la sua percezione è annullata quasi del tutto. Oltre a quello della visione, anche il tema della luce è posto in un sistema antitetico, la linea orizzontale contrasta al massimo nell’ampio buio interno individuando i sepolcri, nello spazio delle voragini invece si viene a contatto con una luce che non ferisce, bensì accoglie. Lì è quasi possibile respirare, “riemergere” dall’apnea del pensiero, se non fosse per la targa che ce ne ricorda una ignominiosa genesi. Nella grande sala interna, in mezzo alle tombe, nel chiaroscuro, si percepisce un respiro più affannoso, umido, pesante. La compostezza di questo sistema di contrasti dall’esterno può generare un senso di armonia e pace ma che se compresa e metabolizzata si trasforma gradualmente, caricandosi del suo peso schiacciante e respingente generando quell’avvertimento nella memoria. Non sembra di poter rimanere a lungo lì, sotto quelle ferite di luce.

Domanda 20 (domanda X): la liberazione della forma risiede:

a nell’utilizzo di morfemi desemantizzanti

b nelle libertà espressiva data dalle nuove tecniche del cemento armato

c nella forma che si svincola dalla funzione

d nella caduta dei limiti fra architettura e ingegneria

e nello spirito e nel coraggio di architetti come Eero Saarinen

Domanda 19: possiamo non definire il Brutalismo:

a “antigrazioso”

b etico

c esplicito

d organico

e meccanico

Domanda 18: Quale di questi temi non appartiene a Mies?

a una ” spersonalizzazione internazionalizzata”

b il taglio radicale rispetto l’ambiente esterno

c una fede smisurata nell’utilizzo della griglia puntiforme

d il neoclassicismo astratto

e funzione come elemento generativo

Domanda 17: Quale fra questi edifici si potrebbe non definire Brutalista?

a Il Seagram Building

b Le Fosse Ardeatine

c L’Unità di Abitazione di Marsiglia

d L’Istituto Marchiondi a Milano

e La scuola ad Hustanton  di Alison e Smithson

Domanda 16: quale grande tema emerge nella società scientifica architettonica dopo la seconda guerra mondiale?

a “il nuovo essere umano”

b il linguaggio architettonico

c la questione dell’ impiego delle nuove tecnologie sviluppate

d la casa

e la città

Domanda 15: La risposta fondamentale di Terragni alla questione identitaria è individuabile:

a nell’”Astrazione assoluta” basata sul concetto di stereometria

b nella scelta del bianco

c nella  tecnologia proposta

d nel funzionalismo

e nella scelta dei materiali

Domanda 14: L’argomento principale  della “nuova architettura” di inizio secolo fu:

a la questione delle tecniche costruttive

b il problema dell’igienicità

c l’individuazione dell’”uomo” contemporaneo

d la questione dell’ identità

e la sostenibilità

 

Domanda 13: del gruppo BBPR non faceva parte:

a Banfi

b Bontempelli

c Belgiojoso

d Peressutti

e Rogers

Domanda 12 “Aveva una sensibilità profonda per l’architettura e la costruzione, ma ebbe seri problemi con l’insegnamento accademico e fu prima bocciato e poi congedato con il minimo dei voti alla laurea. Morto giovanissimo, diventerà l’architetto italiano più importante della prima metà del secolo”. Di chi si sta parlando?

a Luigi Figini

b Angiolo Mazzoni

c Adalberto Libera

d Pietro Lingeri

e Giuseppe Terragni

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